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Lottiamo per il nostro futuro

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Oramai sono trascorsi ben 3 mesi dal primo sciopero globale del 15 marzo e
Friday For Future Rimini in questi mesi ne ha fatta di strada. Attraverso le nostre azioni sul
territorio e gli appuntamenti settimanali abbiamo acquisito una maggiore consapevolezza
riguardo al cambiamento climatico e ai suoi effetti sono sempre più evidenti. Abbiamo, infatti,
assistito ad un marzo rovente ed un maggio caratterizzato da grandine e piogge torrenziali,
fenomeni tipici dell'”ex” stagione autunnale. Ma tutto ciò è invisibile ad una parte della
società italiana! Purtroppo, il 5 giugno il Senato ha dimostrato di non recepire la gravità della
situazione ambientale in cui riversa l’Italia così come il mondo intero. I nostri territori sono,
ormai, vittime di uno sfruttamento di risorse naturali ormai del tutto insostenibile e di un
inquinamento che renderà in soli 11 anni la vita degli esseri umani e di tutte le specie animali
infattibile. Abbiamo bisogno di norme che rispecchino i bisogni di una comunità che sembra
stia prendendo una posizione chiara e decisa di contrasto al cambiamento climatico. Così
come abbiamo più volte ribadito durante il corteo del 24 maggio, ancora una volta ripetiamo
che “ci siamo rotti i polmoni” e chiediamo al Comune di Rimini ed alla Regione Emilia-
Romagna di dichiarare l’emergenza climatica subito, così come è stato fatto da altri comuni
italiani anche grazie alle pressioni dei vari gruppi territoriali di FFF. Tale atto significherebbe
fissare come obiettivo entro i prossimi 10 anni le emissioni nette di CO2 pari a zero, il
perseguimento e l’implementazione degli obiettivi dello sviluppo sostenibile fissati
dall’Agenda 2030, la riduzione della dipendenza da combustibili fossili a favore dell’energia
prodotta da fonti rinnovabili e molte altre misure volte a limitare i danni della crisi ambientale.
La regione Toscana ha, recentemente, dichiarato lo stato di emergenza climatica, ci
auguriamo che l’Emilia-Romagna e la città di Rimini, nello specifico, seguano questo
esempio.
É importante che l’attuazione di queste proposte non gravi economicamente sulle tasche dei
cittadini ma piuttosto su chi contribuisce al danno, seguendo il principio europeo del “chi
inquina paga”. Tutto ciò chiediamo sia frutto di un lavoro partecipato tra le municipalità e le
associazioni interessate ai temi proposti affinché non siano provvedimenti imposti ma
fortemente sentiti e voluti dalla società civile. Ci rendiamo conto che non sia facile realizzare
questo in un tempo così breve, ma è compito nostro e delle istituzioni impegnarci a
collaborare per tal fine per poter regalare anche alle prossime generazioni un futuro.
Ribadiamo la nostra richiesta al Comune di Rimini di dichiarare lo stato di Emergenza Climatica e di agire di conseguenza.

Riprendiamoci il nostro futuro e cambiamo definitivamente questo sistema

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