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Futuro sostenibile o nessun futuro.

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La crisi climatica che l’umanità si trova ad affrontare ha radici profonde che nascono con lo sviluppo di un modello economico insostenibile. L’idea di prendere all’infinito le risorse dalla Terra senza concederle il tempo di rigenerare e ricreare le risorse da noi utilizzate ancora rimane nella mente di troppe persone. Per trovare una soluzione bisogna identificare i problemi. La popolazione mondiale è in crescita e secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite nel 2050 saremo 9,7 miliardi di persone. Sarà necessario fornire cibo, acqua, energia e lavoro a tutte queste persone. Oggi ci soffermiamo sul tema dell’energia: ogni volta che usiamo la macchina, o il nostro smartphone o anche quando mangiamo, abbiamo bisogno di energia, in maniera diretta o indiretta.

Fridays For Future Rimini ha partecipato all’incontro organizzato da Legambiente a Rimini “Oltre il fossile: energia nell’Adriatico del Futuro” in cui si è discusso di quale modello di produzione energetica adottare nei prossimi anni e di quale sarà il destino dei combustibili fossili. Hanno parlato diversi attori della filiera, sia chi estrae il gas, sia chi produce aerogeneratori eolici (le cosiddette pale eoliche), sia esponenti della politica, sia le associazioni e i movimenti che difendono l’ambiente. Il nostro punto di vista è che bisogna credere in un futuro basato solo sull’energia rinnovabile. In Emilia-Romagna la percentuale di energia ricavata da fonti di energia rinnovabile è al di sotto della media italiana. Il governo regionale, piuttosto che pensare a concedere la possibilità di continuare a estrarre altro gas nel mare Adriatico, dovrebbe concentrarsi su questo e cercare di sviluppare il comparto dell’energia pulita. Grazie alle nuove tecnologie, sarebbe possibile sviluppare della reti locali di produzione dell’energia elettrica, in modo da scambiare energia tra case vicine. In Italia la legislazione da questo punto di vista è molto carente e non consente di vendere l’energia prodotta al proprio vicino ma soltanto al gestore della rete.

 Oltre al solare, una fonte di energia che potrebbe dare un grande contributo è l’eolico in alto mare (offshore). La Danimarca ha realizzato il suo primo impianto eolico offshore negli anni Novanta nel Mar Baltico. Anche la Germania e la Gran Bretagna, per citare paesi con un’economia forte e una forte produzione industriale, hanno degli impianti attivi. I costi di realizzazione e manutenzione sono più alti rispetto agli impianti sulla terra ma i vantaggi in termini di produttività sono elevati. Per non recare danno al panorama questi parchi sono situati al largo con una distanza di almeno tre chilometri dalla costa. La più grande centrale elettrica eolica offshore del mondo è stata costruita nell’estuario del Tamigi e fornisce energia a oltre 170.000 abitazioni. In Italia le rinnovabili forniscono circa il 17% dei Consumi Finali Lordi complessivi di energia, che tengono conto del settore elettrico, del riscaldamento e dei carburanti. L’Italia ha quindi già raggiunto l’obiettivo fissato dall’Unione Europea per il 2020, che è appunto pari al 17% dei consumi complessivi, ma questo non è ancora abbastanza. Se la produzione de energia idroelettrica ha raggiunto quasi il massimo del suo potenziale nel nostro paese, altre forme di energia rinnovabile devono ancora crescere. Non solo l’eolico, sia a terra che in mare, ma anche il solare e il geotermico. L’obiezione più comune a un futuro in cui produrremo energia solo con fonti rinnnovabili è il fatto che esse non forniscono energia in maniera continuative e non potrebbero fronteggiare dei picchi di consumo. La sfida dell’accumulo dell’energia prodotta in alcune ore in modo da immagazzinarla e renderla disponibile in altri momenti dell’anno o della giornata è ancora irrisolta ma la ricerca scientifica sta lavorando e la soluzione verrà trovata.

In conclusione, non possiamo lasciare alle energie rinnovabili e pulite un ruolo marginale perché saranno loro la chiave per un futuro sostenibile e rispettoso del pianeta.

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